
VENDOLA SCRIVE A
OBAMA: ABBIAMO IL MACCHINARIO PER RIPULIRE LA MAREA NERA
Nella lettera, che potete leggere
integralmente su Ecoblog <http://www.ecoblog.it/post/10467/vendola-lancia-un-appello-a-obama-la-puglia-puo-ripulire-la-marea-nera-nel-golfo-del-messico>
, il governatore della Puglia spiega che l'azienda barese Fluidotecnica
Sanseverino ha messo a punto un apparecchio idraulico in grado di
separare l'acqua dagli olii inquinanti.
La tecnologia e' gia' stata testata con successo dalla Bosh.
Obama, if you are interesting, call Michele, not your wife, Michele
Sanseverino <http://www.fluidotecnicasanseverino.com/>

CLICCA, VIAGGIA,
RISPARMIA
E' online il nuovo http://www.passaggio.it/,
il sito ufficiale italiano per il car pooling, la condivisione
dell'auto. Una volta era noto come "fare l'autostop" oggi e'
considerato uno dei sistemi per salvare il pianeta dall'inquinamento.
Su passaggio.it la domanda incontra l'offerta, i partecipanti si
accreditano registrandosi gratuitamente e possono lasciare feedback.
Oltre ai vantaggi ambientali per la riduzione delle auto circolanti, ce
n'e' anche uno economico: andare da Milano a Torino, ad esempio, costa
in media solo di carburante circa 25 euro (senza calcolare i costi di
assicurazione e bollo dell'auto).
Visto che, a chi chiede il passaggio, il car pooling costa da 5 a 8
euro ogni 100 km, caricando due persone e' possibile dimezzare le spese
di viaggio.
In Germania lo stesso servizio (in tedesco Mitfahrgelegenheit) conta
1,1 milioni di iscritti e qualcosa come 200.000 viaggi all'anno.
A livello europeo il car pooling copre 3.000 citta' in 45 Paesi.
LETTERA APERTA DI 24 SCIENZIATI CONTRO IL NUCLEARE
L'appello, sottoscritto da 24 tra ricercatori
e professori di Universita' di tutta Italia (c'e' anche un ex
ricercatore dell'Euratom), e' rivolto ai candidati governatori delle
prossime elezioni regionali.
Non pubblichiamo la lettera che con belle parole invita a promuovere le
energie rinnovabili, pubblichiamo l'allegato, dove si elencano e si
spiegano i motivi del no al nucleare.
Buona lettura!
Per leggere l'intero documento clicca qui <http://www.energiaperilfuturo.it/?p=253>
I motivi del no al nucleare
Come e' noto, il Governo centrale spinge per il ritorno dell'Italia al
nucleare e l'ENEL ha stipulato un accordo preliminare con la ditta
francese AREVA per l'acquisto di quattro centrali di tipo EPR da 1650
MW.
Per dar ragione di questa scelta si fa ricorso ad argomentazioni che a
prima vista possono apparire fondate, ma che in realta' sono facilmente
confutabili sulla base di dati ampiamente disponibili nella letteratura
scientifica ed economica internazionale.
Si sostiene che l'energia nucleare e' in forte espansione in tutto il
mondo, ma si tratta di un'informazione smentita dai fatti. Da vent'anni
il numero di centrali nel mondo e' di circa 440 unita' e nei prossimi
anni le centrali nucleari che saranno spente per ragioni tecniche o
economiche sono in numero maggiore di quelle che entreranno in
funzione. In Europa il contributo del nucleare alla potenza elettrica
installata e' sceso dal 24% del 1995 al 16% del 2008. L'energia
elettrica prodotta col nucleare nel mondo e' diminuita di 60 TWh dal
2006 al 2008. In realta', quindi, il nucleare e' in declino,
semplicemente perche' non e' economicamente conveniente in un regime di
libero mercato.

GREEN TOUCH: SVOLTA
VERDE PER LE TLC
Alcatel si fa promotrice di un nuovo
consorzio mondiale volto alla produzione di TLC eco-sostenibili: Green
Touch.
Si chiama Green Touch la nuova realt� tecnico-industriale appena nata
nel mondo delle Telecomunicazioni: un consorzio promosso da
Alcatel-Lucent, che promette una svolta eco le TLC.
Anche le imprese di Telecomunicazioni,
dunque, entrano a pieno titolo nella Green Economy, con obiettivi di
riduzione dell'impatto ambientale, eco-sostenibilit� ed efficienza
energetica delle reti.
Il consorzio Green Touch accoglie operatori
telefonici, produttori di chip e centri di ricerca: focus sullo
sviluppo di nuove tecnologie - architetture, semiconduttori, cavi in
fibra ottica, ecc. - in grado di abbattere consumi impatto ambientale
delle Tlc.
Una nuova vision per una nuova industria delle Teleocomunicazioni,
dunque, che ben riflette una strategia globale che vede ormai tutti i
principali player dell'ICT focalizzati sulle tematiche green volte alla
riduzione dell'impatto ambientale, ai fini del risparmio e
dell'ottimizzazione dei consumi ma strizzando l'occhio agli altrettanto
importanti obiettivi di reputation e SCR (Social Corporate
Responsibility).
Tra i membri del Consorzio, che mettono in
campo laboratori e tecnologie, troviamo: Alcatel, Samsung e Freescale;
gli operatori China Mobile, Portugal Telecom, Swisscom e Telefonica e
il prestigioso M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology).
La Green Touch Initiative � stata presentata
ufficialmente ieri, preannunciando un ambizioso programma volto a
creare reti ecosostenibili e moltiplicare per mille l'attuale gradi di
efficienza energetica.
Il consorzio sar� dunque un modello per
future analoghe iniziative, parimenti rivoluzionarie. Porte aperte a
tutte le aziende che cogliano contribuire, dunque, con il fine di
ultimo di distinguersi tanto per competitivit� quanto per rispetto
dell'ambiente.
IL SETTIMO CONTINENTE
E' noto anche col nome di Great Pacific
Garbage Patch, si trova nell'Oceano Pacifico ed e' la piu' grande
discarica di spazzatura del mondo: si tratta di un vero e proprio
disastro ecologico scoperto per caso nella primavera del 1997
dall'oceanografico americano Charles Moore.
A bordo del suo catamarano per le ricerche scientifiche "Arguita",
Moore si trovava tra Giappone e Hawai quando decise di seguire una
rotta non battuta dalle normali navigazioni, a causa di strane correnti
marine.
Ed e' cosi' che si imbatte' nella North Pacific Subtropical Gyre, una
corrente oceanica a spirale che preleva rifiuti e rottami dalle coste e
dai fondali e li accumula in mezzo al mare, in vere e proprie isole di
spazzatura.
Il fenomeno e' naturale, i rifiuti sono roba nostra!
La misura totale della Pacific Garbage non e' ancora nota: si parla di
700mila/15 milioni di kmq, con una profondita' di 30 metri. La sua
dimensione si stima sia tra lo 0,41% e l'8,1% dell'intero Oceano
Pacifico, con oltre 3,5 milioni di tonnellate di detriti (100 milioni
di tonnellate secondo quanto riporta La Stampa).
La Pacific Garbage, formatasi tra gli anni cinquanta e gli anni
ottanta, e' costituita per l'80% da plastica che si e' fotodegradata
negli anni, spaccandosi in miliardi e miliardi di piccoli pezzi, fino a
raggiungere le dimensioni dei polimeri che la compongono. Difficili da
raccogliere, questi "pezzettini di inquinamento" sono entrati nella
catena alimentare dei pesci e dei molluschi, tanto che in alcuni
campioni di acqua marina prelevati nel 2001 la quantita' di plastica
superava di sei volte quella dello zooplancton (la vita animale
dominante dell'area).
Spiega Marcus Eriksen, dell'Algalita Marine Research Foundation:
"L'idea primaria che la gente si era fatta consisteva in una specie di
isola di plastica su cui si poteva perfino camminare. Non e'
esattamente cosi'. E' quasi come una zuppa di plastica. Probabilmente
si tratta di un area grande quasi due volte gli Stati Uniti
continentali".
In tutti questi anni i governi dei Paesi coinvolti dal fenomeno non
hanno mosso un dito, soprattutto perche' pare che la bonifica della
zona sia proibitiva da tutti i punti di vista, primo quello economico,
come tentare di setacciare l'intero deserto del Sahara.
Solo associazioni ed enti privati si sono interessati al problema e
sono migliaia le tonnellate di rifiuti fino ad ora raccolte (con
speciali setacci o reti).
I primi di agosto un gruppo di 30 biologi marini dell'universita' di
San Diego e' partito dalla California per valutare l'impatto ambientale
della discarica marina sulla flora e sulla fauna della zona e studiare
possibili opere di bonifica.
Cliccando QUI si possono vedere alcuni video, sono tutti in
inglese ma le immagini parlano una lingua comune.
PS: Se, come noi, vi state chiedendo quali
diavolo siano gli altri 6 continenti, vi invitiamo a leggere la
definizione di "continente" riportata da wikipedia. Se si prende per
buona una siddivisione in 6 continenti, le terre emerse risultano cosi'
divise: Africa, Americhe, Antartide, Asia, Europa, Oceania.
(fonte: Jacopo Fo)
GREEN MARKETING COME RISPOSTA ALLA CRISI ECONOMICA
Il futuro del marketing si intreccia alla
cultura ecologista per creare un approccio alla comunicazione e alla
pubblicit� "sostenibile".
Il Green marketing � uno strumento di
business per sensibilizzare i consumatori sui vantaggi dei prodotti e
servizi offerti dalle aziende che rispettano standard di qualit� e
sostenibilit� ambientale.
Una recente ricerca Eurisko , tra l'altro,
dimostra la sensibilit� degli Italiani per la causa ambientale, e la
conseguente necessit� di trovare nuove strade per farsi pubblicit�.
La questione ambientale preoccupa gli
Italiani allo stesso livello della disoccupazione (90%) per i mille
intervistati tra i 18 e i 64 anni! Il 74% � convinto che l'Italia si
trovi in ritardo sul tema dell'ambiente rispetto ad altri paesi. Per la
quasi totalit�, poi, il mondo dell'informazione deve contribuire ad un
cambiamento di atteggiamento verso il tema ambientale.
Alla luce di questi dati, � chiaro che per il
Marketing sia inevitabile seguire la strada della Green Economy,
strumento a favore di imprese, consumatori e societ� nel suo complesso.
I marketing manager, dunque, possono seguire
specifici programmi formativi sulla materia, o aggiornarsi
individualmente (recentemente � stato tradotto il Green marketing
manifesto) per applicare il Green Marketing nei propri mercati di
riferimento.
Il Green Marketing, in ultima analisi, apre
anche a nuove opportunit� di lavoro in una situazione di crisi
economica generale, in cui l'applicazione di innovative metodologie e
tecniche di marketing potr� contribuire concretamente all'evoluzione
del mercato della pubblicit� tradizionale, aumentando al contempo
l'occupazione.
(fonte: pmi.it)
ITALIANI? IN AUTO SONO INDISCIPLINATI
Molti guidano in modo pericoloso
Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori
e maleducati: sempre pronti a suonare il clacson se non fai una
partenza da Formula1, piede fisso sull'acceleratore, fanno lo zig zag
tra le auto, sorpassano a destra e si lasciano andare facilmente a
insulti e imprecazioni. Questa l'immagine degli automobilisti italiani
che emerge da un'indagine commissionata all'istituto di ricerca
Nextplora e resi noti dal Centro Studi e Documentazione Direct Line,
importante compagnia di assicurazioni auto attiva nel nostro Paese.
Secondo i risultati emersi dalla ricerca, il
65% degli automobilisti italiani parcheggia la sua auto in doppia fila
quando deve fare una commissione veloce. In particolare, il 47%
dichiara di parcheggiare la propria auto in doppia fila ma di
assicurarsi che non blocchi o renda complicato il passaggio di altre
auto, il 12% sostiene di lasciare il proprio mezzo in doppia fila in
una posizione in cui sia possibile tenerla sotto occhio per essere
pronti a spostarla in caso in cui sia da ostacolo ad altre auto, infine
il 3% ammette di fermarsi dove capita ma di inserire le quattro frecce
oppure di lasciare un biglietto con le indicazioni su dove trovarlo nel
caso in cui le auto bloccate abbiano bisogno di uscire. Qualora invece
si fosse perso molto tempo nella ricerca di un agognato parcheggio, il
7% degli intervistati ha ammesso senza remore di averlo spesso rubato
ad un altro automobilista gi� in attesa di sostare il proprio mezzo.
Inoltre quando sono in coda al semaforo in
attesa che scatti il verde, il 27% degli automobilisti italiani suona
il clacson quando le auto che lo precedono nella coda esitano a
muoversi. In autostrada, le cose non cambiano: in fase di sorpasso il
63% degli automobilisti italiani dichiara di utilizzare gli abbaglianti
per sollecitare l'auto che li precede a spostarsi e un contenuto ma
pericoloso 4% ammette di incalzare l'auto che lo precede avvicinandosi
sempre di pi� e non rispettando quindi la distanza di sicurezza.
Automobilisti indisciplinati e maleducati
dunque, ma quando si trovano di fronte ad un altro automobilista che
gli taglia la strada o che effettua un sorpasso azzardato come
reagiscono gli italiani? Il 27% si innervosisce, ma cerca di
controllare la propria arrabbiatura, il 20% suona il clacson oppure usa
gli abbaglianti per esprimere il proprio dissenso mentre il 13% si
lascia andare a insulti e imprecazioni.
"Una guida responsabile, basata non solo
sulla conoscenza delle regole del codice della strada ma anche sul
rispetto di alcune norme comportamentali basilari, porta ad una
riduzione dei rischi su strada - commenta Barbara Panzeri, direttore
marketing Direct Line -. Sono tante infatti le occasioni in cui la
scarsa educazione e la mancanza di buon senso possono ridurre il
livello di sicurezza sulle strade".
LAVORI VERDI CONTRO LA CRISI
Si punta su energie rinnovabili
Lo Stimulus Package, che il presidente Obama
� appena riuscito a far approvare da Congresso e Senato americani per
rilanciare l'economia dallo stato di profonda crisi in cui si trova, ha
tra le sue varie componenti anche un capitolo importante per i
cosidetti green job, i lavori verdi. Con questo termine vengono
indicati tutti quei posti di lavoro generati soprattutto nei settori
dell'energia, dei trasporti e dell'edilizia, per diminuire la emissione
dei gas serra (CO2 in primis), causa del riscaldamento globale per
consenso quasi unanime del mondo scientifico.
Alla sola voce "Energia , Efficienza, Energie
rinnovabili" sono destinati 18,5 miliardi di dollari . Nella lista
dettagliata delle destinazioni compare in modo esplicito anche la voce
R&S per accelerare lo sviluppo tecnologico non solo delle fonti di
energie rinnovabili, ma anche delle batterie avanzate per autotrazione
elettrica per circa 2 miliardi di dollari. Il segnale a Detroit (GM,
Ford , Chrisler) � molto chiaro.
Oltre ai 18,5 miliardi per Energia,
Efficienza e Rinnovabili ne vengono stanziati 2.5 per lo sviluppo della
carbon sequestration dal carbone (le tecnologie che separano dai fumi
della combustione del carbone la CO2 e la confinano in vari modi) e lo
sviluppo delle reti elettriche verso configurazioni che le rendano in
grado di ricevere e ridistribuire nel modo pi� efficiente l'energia
prodotta in modo diffuso da tutte le piccole unit� produttive di
energia elettrica che, nei programmi di Obama, dovrebbero moltiplicarsi
nei prossimi anni.
Questi temi, anche se nel complesso dei quasi
800 milardi di dollari dell'intero piano non sono la parte pi�
rilevante, sono stati oggetto (assieme ai grandi investimenti previsti
a favore della modernizzazione del sistema delle scuole) di dure
critiche da parte della minoranza repubblicana di Congresso e Senato.
L'obiezione era che non avrebbero fornito tutto l'aiuto necessario alle
famiglie per superare le difficolt� immediate create dalla crisi.
� diventato allora importante spiegare che,
invece, il contributo alla crescita di posti di lavoro, come lavori
verdi, sarebbe stato immediatamente percepibile. A sostegno di questa
tesi � arrivato l'aiuto da uno stato molto importante, la California,
anche se oggi � governata da un repubblicano, Schwarzenegger. Infatti,
secondo il California Green Innovation Index del 2009, nello stato i
green jobs sono cresciuti negli anni recenti molto pi� dei lavori non
verdi.
Dal 2005 al 2007, il numero di green jobs �
cresciuto del 10 per cento, 105.000 posti di lavoro. Nello suo
complesso, invece, su un totale di forza lavoro di 18 milioni la
disoccupazione ha raggiunto punte record del 9 per cento. Un numero
sorprendente di lavori verdi, oltre il 20 per cento, sono stati creati
nel settore manifatturiero, suddivisi tra nuovi materiali (28 per
cento), trasporti (23 per cento), qualit� dell'aria e dell'ambiente(22
per cento), edilizia "verde" (20 per cento).
Collaborative Economics, la societ� di
Mountain View alla quale era stato commissionato il rapporto, definisce
il suo conteggio dei lavori verdi come l'analisi pi� profonda e
dettagliata mai fatta in materia di nuovi posti di lavoro. Dough
Henton, chairman di Collaborative Economics, dice che, per esempio, il
settore dell'energia solare � spesso visto solo come ricerca
scientifica e installazione, senza tener conto in modo corretto
dell'intera catena del valore a esso collegata che invece d� un
contributo rilevante alla creazione di posti di lavoro.
Molte delle risorse destinate a questi
settori sono state sempre offerte dal venture capital che oggi la
grande crisi ha messo molto in difficolt� tanto che il futuro � molto
incerto. Ma quando si guarda all'investimento in clean tech (energia
pulita) nel 2008, oltre 3,3 miliardi di dollari, e al numero di
brevetti rilasciati nel solare, nell'eolico e nelle batterie
elettriche, si capisce molto bene il grande potenziale di crescita
comunque presente. D'altra parte, analizzando l'andamento del prodotto
interno lordo pro capite e quello delle emissioni pro capite, si vede
che la riduzione delle seconde non ha nessun effetto negativo sul primo.
Oggi la California pensa di essere l'esempio
al quale il presidente Obama sta ispirandosi per usare efficienza
energetica e fonti energetiche rinnovabili come generatori di nuovi
posti di lavoro. Gli investimenti in innovazione in questo settore in
California lo scorso anno rappresentano il 57 per cento del totale
dell'investimento americano. Silicon Valley da sola ha ricevuto 1,8
miliardi soprattutto per energia e trasporti.
Il sostegno da parte dei consumatori, oltre
che degli investitori, � evidente: i veicoli elettrici o ibridi
registrati in California sono pi� del 20 per cento di quelli registrati
complessivamente negli Stati Uniti. In California la capacit�
produttiva di energia elettrica da fotovoltaico � cresciuta del 70 per
cento tra il 2006 e il 2008. Recenti sondaggi riportati dall'Index
indicano che il 75 per cento dei californiani ritiene che sia possibile
ridurre la emissione dei gas serra e allo stesso tempo creare nuovi
posti di lavoro e fare ripartire l'economia.
Recentemente, tra i suoi primi atti di
governo, il presidente Obama ha approvato la richiesta del governatore
Schwarzenegger di autorizzare la California a imporre limiti di
emissione pi� stringenti di quelli indicati dal Clean Air Act.
Quattordici altri stati hanno gi� adottato gli standard californiani e
altri quattro stanno per farlo, portando cos� agli stessi livelli circa
la met� della popolazione americana.
"Oggi finalmente la California ha un alleato
alla Casa Bianca. Le promesse fatte dal presidente Obama sono state
mantenute", ha detto il governatore in una recente conferenza stampa. I
nuovi obiettivi prevedono un calo delle emissioni del 22 per cento
entro il 2012 e del 30 per cento entro il 2016.
Mary Nichols, che, come presidente del CARB
(California Air Resources Board), avr� il compito di applicare le nuove
norme, � convinta che i nuovi obiettivi siano realistici anche se vi
sono stati ritardi causati dal rifiuto della precedente
amministrazione. Lo studio sulla base del quale il CARB ha giustificato
la sua posizione sostiene che il piano proposto non solo ridurr� le
emissioni di gas serra, ma avr� un effetto positivo anche sullo
sviluppo economico. La Nichols � anche convinta che i produttori di
auto dovrebbero essere in grado di rispettare i limiti di consumo di
carburante previsti, basandosi sulle loro stesse dichiarazioni alle
audizioni al Congresso.
Dave McCurdy, amministratore delegato di Auto
Alliance 11 (l'associazione degli undici produttori di auto presenti
negli Stati Uniti), ha dichiarato che i suoi associati erano tutti
pronti a collaborare con la nuova amministrazione per sviluppare un
approccio nazionale al problema dell'efficienza energetica. In realt�
il mondo dell'auto ha avuto su questo punto reazioni contrastanti che
riflettono la grande difficolt� del momento.
Paul Taylor, chief economist della National
Automobile Dealers Association, (l'associazione dei concessionari
auto), citando la chiusura di 900 di loro nello scorso anno, sostiene
che molti altri dovranno chiudere se ci saranno 19 stati nei quali sar�
necessario vendere auto ad hoc. Queste posizioni critiche trovano
conferme anche nel mondo accademico dove si sono elevate opinioni
critiche nei confronti delle scelte promosse dal CARB che ora sono
diventate vincolanti.
Robert Stavins di Harvard sostiene che lo
studio sottostima sistematicamente i costi dell'operazione. Dello
stesso parere � anche Matthew E. Kahn (UCLA), che pure � un sostenitore
delle nuove norme nel loro complesso. Stephen Moore, senior economics
writer del "Wall Street Journal", scrive in un recente editoriale: "I
lavori verdi finiscono presto per portare gli stati in rosso".
Schwarzenegger, tuttavia, come la maggioranza
dei californiani, � convinto che stiamo avvicinandoci a una apocalisse
ambientale e che le analisi di costo fatte in modo tradizionale e di
breve termine non tengono conto della gravit� del problema. "Io
raccomando con forza di andare avanti", ha detto pochi giorni fa, "ci
sar� sempre qualcuno che dice che vengono distrutti posti di lavoro".
Il punto di forza di questa "politica" sono
le grandi aspettative nei confronti dell' innovazione. Infatti, se
osserviamo l'andamento nel passato delle "ondate di innovazione" e del
loro contributo alla crescita, si nota che il settore dell'efficienza
energetica e quello delle energie rinnovabili sono ancora nella fase
iniziale e offrono quindi prospettive di grande miglioramento.
Come dice Susan Hocfield, presidente del MIT,
in un suo recentissimo articolo sul "Boston Globe", "Oltre met� della
crescita economica degli Stati Uniti negli ultimi 50 anni �
attribuibile a varie forme di innovazione tecnologica spesso generate
da programmi di ricerca di base finanziata a livello federale.
L'aspettativa per una crescita di produttivit� di lungo termine, anche
oggi, si basa soprattutto sulla creazione di nuovi posti di lavoro da
parte di nuove aziende che operano alla frontiera dell'innovazione.
Assieme alla convergenza tra scienze della vita e ingegneria, saranno
proprio le nuove tecnologie dell'energia pulita e dell'efficienza nel
suo utilizzo a offrire le pi� grandi opportunit�".
Lo Stimulus Package �, in questo senso, solo
un punto di partenza perch� si propone di generare "decine di migliaia
di lavori verdi". Ma uno sforzo intenso in ricerca e sviluppo che porti
a nuovi "salti tecnologici" e guardi lontano � in grado di generarne
milioni. Il costo dello Stimulus sta per generare il pi� grande deficit
federale dai tempi del primo dopoguerra. Ripagarlo nel futuro sar�
possibile solo se vi sar� un formidabile sviluppo di "innovazione
distruttiva rispetto alle attuali tecnologie" in grandi settori quali
energia, trasporti, salute. E i nuovi posti di lavoro saranno quasi
tutti "verdi".
(giornaletecnologico.it)
CRISI: STIMOLO POSITIVO PER LE RINNOVABILI
In italia gli incentivi statali possono attrarre capitali. Intanto
cresce l'eco-energia nel mondo
Anche nel 2008, annus horribilis per
l'economia e la finanza mondiale, gli investimenti in energia
alternativa di Cina, India, Europa e USA sono aumentati del 38%
arrivando a 8,4 miliardi di dollari. Rimangono forti, dunque le
tecnologie pulite per il settimo anno consecutivo. Gli investimenti
riguardano soprattutto la ricerca intorno ai sottilissimi film di
materiali capaci di catturare energia dalla stella solare. Se la cavano
bene anche energia eolica, biofuels ed eco-energie per i trasporti.
"Gli investitori � racconta Nicholas Parker capo della Cleantech Group,
azienda americana impegnata nell'innovazione energetica � stanno
passando sempre pi� dalla vecchia generazione di tecnologie relative
all'etanolo e ai bio-carburanti ad una seconda era guidata dall'impiego
di alghe e tecnologie nuovissime per ottenere energia. I "colossi" che
capeggiano la riscossa della ricerca energetica ecologica sono
americani, come NanoSolar, Solyndra, oppure Finlandesi come WinWind Oy.
In Italia, nel solo 2008 le installazioni di eolico sono cresciute del
35% con oltre 1.000 MegaWatt in pi� rispetto al 2007. L'elettricit�
prodotta � schizzata a oltre 6 TWh (oltre 6 miliardi di chilowattora),
ovvero il 2% del consumo dello Stivale. Soddisfatte le associazioni
votate ad Eolo come ANEV (Associazione produttori energia da fonti
rinnovabili), APER (Associazione produttori energia da fonti
rinnovabili) e anche ENEA. Ma la produzione tricolore non � ancora in
linea con quella europea. Certo sar� difficile in poco tempo arrivare
ai risultati raggiunti dalla Germania che guida l'Europa con
investimenti aumentati del 217% in un solo anno.
In Italia il problema � anche il rilascio delle concessioni, regolato
dal Decreto legislativo 387 del 2003: la procedura di concessione
dovrebbe durare al massimo 6 mesi grazie ad una istanza unica. Ma molte
Regioni non sono ancora pronte: in Campania sono necessari sedici mesi,
in Sicilia addirittura venticinque! Ma Gianni Silvestrini di Kyoto
Club, non � affatto pessimista: "Per il nostro Paese la crisi
finanziaria pu� diventare un motivo di stimolo positivo, considerando i
ricchi incentivi a disposizione." Per le banche, infatti il
finanziamento di eco-impianti � un affare sicuro grazie agli incentivi
offerti dallo Stato. Il ritorno sarebbe garantito in sei o sette anni,
senza considerare neppure i progressi tecnologici che farebbero
diminuire i costi di produzione.
FORTE AUMENTO DELL'OCCUPAZIONE NEL NO-PROFIT
Secondo l'ultimo rapporto sull'Economia sociale nella UE sono circa 20
milioni gli occupati
In controtendenza con molti altri dati, in
ambito economia e lavoro, in Europa � possibile parlare di crescita �
in alcune regioni e nazioni addirittura vertiginosa � dell'occupazione
nel no-profit. Si registra infatti un aumento nel numero degli
occupati, passando dagli oltre 11 milioni del 2003 ai circa 20 milioni
del 2008 (gli italiani sono pi� di 1.300.000) e incidendo per il 6%
sull'occupazione totale. Le imprese sono circa 6 milioni e il loro
contributo all'economia mondiale � di 302 miliardi di euro.
Interessante � notare che per ogni organizzazione che chiude
l'attivit�, anche qui in nettissima controtendenza, dieci nuove imprese
del cosiddetto terzo settore (no-profit) aprono i battenti.
Se dal lavoro nell'economia sociale passiamo ad esaminare i dati
relativi al volontariato "puro" scopriamo, scorrendo i dati Istat
relativi agli anni dal 1995 al 2003, che nel nostro Paese c'� stata una
crescita del 152% con Sicilia e Molise in testa con performance
straordinarie, rispettivamente del 1067% e del 591%.
Venendo al mondo della cooperazione, che rappresenta attraverso le
cooperative sociali un'importante fetta dell'occupazione rileviamo, da
statistiche elaborate dalla Confcooperative, che negli ultimi dieci
anni, queste hanno raddoppiato sia gli addetti che il fatturato.
Non � un caso che l'occupazione, in tali settori, registri aumenti
considerevoli proprio nei periodi di crisi, rappresentando una risposta
solidale in momenti di forte sofferenza sociale.
Intervenendo in misura significativa in settori quali l'assistenza alle
persone fragili, l'integrazione e il disagio, il no-profit continua ad
esercitare quel ruolo di supporto sociale completando, se non
addirittura sostituendolo, in taluni casi, l'intervento
dell'amministrazione statale.
MAPPE VERDI PER CERCARE LE DESTINAZIONI PI� SOSTENIBILI
Un valido strumento per pianificare vacanze veramente intelligenti
31 luglio 2008. Turismo sostenibile e tecnologia ambientale. E' nata
Open Green Map, la mappa interattiva che vi aiuta a trovare le mete pi�
green del pianeta. La mappa � in stile Google Maps e offre moltissimi
elementi interattivi che permettono agli utenti di individuare aree
verdi, risorse, business sostenibili e di scrivere feedback e
informazioni a proposito.
Una serie di icone ben identificabili caratterizzano i vari tipi di
elementi, in modo tale da aiutare l'individuazione di locali e persone
che supportano modi di vivere sostenibili. Dando un'occhiata alla
mappa, gli utenti possono esattamente idenficare ristoranti green,
punti di riciclo, parchi con attivit� sostenibili, mobilit� sostenibile
con mezzi di trasporto ecologici... uno strumento perfetto per
viaggiatori sostenibili, e per chi vuole
mantenere il proprio stile di vita green anche durante le vacanze.
La Green Map � nata nel 1995, e ha creato
oltre 350 mappe per pi� di 50 nazioni che promuovono uno sviluppo
sostenibile, risparmio ed efficienza energetica. Solo in questi ultimi
mesi il progetto � andato online. Purtroppo in Italia non � ancora
presente alcun progetto... rimbocchiamoci le mani e diamo un aiuto
concreto ai turisti responsabili che si dirigono nel nostro Bel Paese!
Iniziate da qui: www.greenmap.org
LA DISTRUZIONE DELLE FORESTE COSTA PI� DELLA CRISI
ECONOMICA
Uno studio dell'Unione Europea punta il dito contro l'annientamento
dell'ecosistema planetario: ogni anno perdiamo tra i 2 e i 5 triliardi
di dollari. Il crollo delle borse � costato "solo" 1,5 triliardi.
Gli occhi di azionisti e investitori sono
incollati ai monitor delle borse. Oggi su, domani gi�. La crisi
attanaglia la finanza mondiale. Nessuno per� si preoccupa di guardare
quello che accade fuori dalle nostre finestre: un cataclisma silenzioso
di proporzioni ben maggiori. Ogni anno, stima un rapporto dell' Unione
Europea rtto da economisti della Deutsche Bank, perdiamo fra i due e i
cinque trigliardi di dollari in capitale natura. Ovvero, il mondo
dilapida ogni anno il 7% del Prodotto interno lordo planetario nella
distruzione del proprio ecosistema. � E questo ammontare lo perdiamo
ogni dodici mesi oramai da diversi anni �, ha detto l'autore dello
studio, Pavan Sukhdev alla Bbc. Per fare una proporzione, il
costo della crisi finanziaria attuale � di 1,5 triliardi di dollari.
Bazzeccole a confronto. Perch� alla distruzione delle foreste si
associa la mancata erogazione di ossigeno, la pulizia delle acque e
l'assorbimento dell'anidride carbonica. Tutte cose che hanno un costo.
E il pianeta, alla fine dei conti, presenter� il suo conto salato.
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